CONVERSAZIONI AL CENTRO giovedi 18 ottobre


Titolo della serata Cosa per-segui? Orientarsi tra idoli, illusioni, vere e false speranze

Ospite della serata: P. Jean Paul Hernandez s.j.

Padre Jean Paul Hernandez ha conseguito la Laurea in Lettere antiche e un Master in Giornalismo presso l’università di Friburgo. Nel 1992, dopo una breve esperienza lavorativa alla radio Svizzera Internazionale, è entrato in Compagnia di Gesù. Ha compiuto gli studi di filosofia a Padova, in seguito ha svolto il suo ministero a Torino per un biennio di esperienza pastorale, impegnato nell’insegnamento all’Istituto Sociale della Compagnia di Gesù e presso un centro di ascolto operante nell’area della tossicodipendenza. Ha poi ripreso gli studi di Teologia compiendo il primo ciclo presso la Pontificia Facoltà dell’Italia meridionale di Napoli ed il secondo e terzo ciclo a Francoforte dove ha conseguito un Dottorato di ricerca in Teologia Dogmatica. Ha realizzato varie pubblicazioni e articoli soprattutto relative al rapporto tra arte e teologia. Dal 2005 risiede a Bologna dove insegna Teologia presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, e si dedica soprattutto alla predicazione degli Esercizi Spirituali ignaziani e alla pastorale universitaria.


Introduzione alla serata:

Il 18 ottobre, con l’intervento di padre Jean Paul Hernandez, inizia il ciclo di conversazioni “Domande dalla vita” al Centro Ignaziano San Rocco. La prima tappa del percorso affronterà il tema dell’orientamento della vita tra idoli, illusioni, vere e false speranza, proponendo un primo  interrogativo: “Cosa per-segui?”.
Padre Hernandez, cosa vuole stimolare questa domanda?
È una domanda semplice che tocca, però, un aspetto essenziale della vita: l’orientamento e il senso che le diamo. Non c’è cosa più triste che giungere, ad un certo punto, alla consapevolezza di aver rincorso dei fantasmi, delle illusioni, delle realtà di poco valore. Direbbe San Paolo, “di aver corso invano”.
Proprio per evitare questo trauma è bene, di tanto in tanto, fermarsi per guardare verso dove cammino e perché; per vagliare i sentimenti che mi abitano e le motivazioni che muovono il mio agire. S. Ignazio direbbe per fare discernimento.
In effetti, tutti noi seguiamo qualcuno o qualcosa, come se avessimo bisogno di un riferimento su cui riporre la nostra fiducia. Ma non tutti i riferimenti sono uguali, o sbaglio?
Esattamente! Ciò che inseguiamo, consapevolmente o meno, diventa la nostra guida, il nostro maestro, sia esso una persona, o una cosa, o un’immagine di noi stessi o della vita. Il rischio, dunque, è quello di affidarsi a un cattivo maestro o a una guida “sbandata” e di riporre la nostra fiducia-fede in essa. È per questo che ognuno di noi, credente o meno, dovrebbe vagliare con attenzione se la realtà in cui ripone la propria fede è veramente degna di fiducia.
Solo a questo punto si può parlare di Dio e di idoli?
Sì, ma rimanendo ancora fuori da un discorso confessionale. La prima domanda, infatti, sull’affidabilità di ciò su cui gioco la mia vita, è ancora a livello di “consistenza”: è una realtà consistente, buona e bella, oppure un’illusione passeggera? Nel primo caso le fondamenta che ho scelto mi garantiscono una certa solidità, anche se non esplicitamente legate ad una religione; nel secondo caso, anche se mi professo credente, sto costruendo la mia casa su un terreno sabbioso.
Ma come si può arrivare a questa chiarezza? Come si fa?
Certamente non da soli, ma in dialogo con chi ha esperienza di vita e sensibilità spirituale. Un tempo nella Chiesa questi interlocutori erano chiamati Padri spirituali. Oggi ci sono anche altre modalità, comunque l’idea rimane la stessa: pensare e guardare alla vita con un compagno di viaggio che ci aiuti ad allargare e approfondire l’orizzonte e le nostre percezioni.
Per concludere una domanda a “bruciapelo”: quand’è che le nostre speranze sono vere o false?
La verità non è una questione astratta, è una realtà esistenziale, un processo di rivelazione, una storia che si fa nel tempo. La verità delle nostre scelte e delle nostre speranze si svela quando osserviamo a posteriori la nostra storia, quando la ripercorriamo facendo memoria e trasformandola in una grande narrazione.
Inoltre, camminiamo nella verità quando, superata ogni forma di ideologia, aderiamo alla realtà del nostro presente; quando siamo “presenti al presente”. Questo criterio può aiutarci a discernere le false speranze, gli idoli e le illusioni, poiché proprio queste ci spingono a fuggire dal nostro presente, dalla nostra verità.
E la fede?
La fede è tutto questo!


Bibliografia:


La cattedrale come racconto 
Simbologia e spiritualità della Sagrada Familia di Antoni Gaudì 
Jean-Paul Hernandez 
Pardes


San Paolo Edizioni