CONVERSAZIONI AL CENTRO giovedì 22 novembre


Francesco Cosentino (1979) è docente di Teologia fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana e la Pontificia Università Lateranense. Insegna inoltre Introduzione alla teologia presso l’ISSR Ecclesia Mater di Roma. Direttore della collana “Teologando. Fede, ricerca e vita”, esplora con attenzione il rapporto tra cristianesimo, ateismo e postmodernità. Di recente ha pubblicato: Immaginare Dio. Provocazioni postmoderne al cristianesimo (Cittadella 2010) e Il Dio in cammino. La rivelazione tra dono e chiamata (Tau, 2011).





Continuano le “conversazioni” al centro ignaziano di spiritualità. Giovedì 22 novembre alle ore 21.00 don Francesco Cosentino affronterà il tema “Precari-a vita? Cercare radici nel tempo della precarietà”. Gli abbiamo chiesto qualche anticipo.
Don Francesco, è proprio vero che la precarietà è un male del nostro tempo, una patologia della nostra società e della mentalità postmoderna?
 Direi che abbiamo oggi una strana e pericolosa tendenza a semplificare troppo le cose evitando la fatica di un "pensare" e di uno "stare" nel tempo e scivolando cosi in giudizi affrettati e approssimativi. La precarietà non è un male o un bene, ma cifra del nostro tempo, il nostro oggi. Essa può voler dire mancanza di "centro", assenza di progetto e di punti stabili che rendono l'esistenza complessa, variegata, frammentata e spesso disconnessa; ma precarietà è anche spazio vuoto, liberato da alcune certezze troppo stabili che erano divenute delle prigioni per la creatività e la libertà dell'uomo. Può voler dire possibilità di esperienze, intreccio di diversità, spinta per una ricerca nuova sul senso della vita, apertura al carattere dell'avventura. Può essere una patologia o una nuova occasione di umanità. Tutto dipende da come noi ci stiamo dentro. Questo significa che anche questo oggi, precario e frammentato, può essere terra di salvezza!
Il titolo del suo intervento suona in modo paradossale, come è possibile essere radicati in una condizione esistenziale di precarietà?
 Credo che questo sia il paradosso ma anche la novità della fede cristiana. Veniamo da un'epoca che ha assolutizzato alcune dimensioni facendoci credere che tutta la verità e la liberazione dell'uomo si trovano in esse: penso allo sviluppo della razionalità, al progresso tecnico-scientifico, alle ideologie politiche. In fondo, perché oggi queste promesse sono state mancate e l'uomo ne prende scetticamente le distanze? Perché queste realtà ci hanno dato un messaggio insufficiente: basta essere stabili fuori per esserlo anche dentro, basta conoscere per ricevere senso, possedere molti mezzi per una qualità alta della vita, fare una rivoluzione politica per migliorare la società. In realtà, l'uomo è più profondo e più complesso, è molto di più rispetto alla stabilità esteriore che pure è importante. La fede ci offre questo messaggio e Gesù lo ribadisce in molti modi: trova le tue radici in Dio invece che nelle sicurezza umane (o anche in certe sicurezze religiose!). Essere stabili è anzitutto un fatto di radici interiori, di profonda visione della vita, di immagini di se stessi, della realtà e di Dio che maturano dentro ciascuno di noi. Potrei dire che essere stabili è trovare quella forza e quella spinta interiore di elevare gli occhi e la vita in alto anche quando sono prigioniero di molte cose. Certo si tratta di una lotta drammatica ma forse è questa la sfida odierna dell'essere uomini: trovare radici interiori che ci rendano stabili anche in un mondo privo di certezze e di sicurezze. 

Bibliografia


Lo spirito del dono
Cosentino Francesco, 2012, Tau

L'amore non avrà mai fine. Lettera ai fidanzati e alle giovani coppie
Cosentino Francesco, 2012, Tau

Sui sentieri di Dio. Mappe della nuova evangelizzazione
Cosentino Francesco, 2012, San Paolo Edizioni

Il Dio in cammino. La rivelazione di Dio tra dono e chiamata
Cosentino Francesco, 2011, Tau

Immaginare Dio. Provocazioni postmoderne al cristianesimo
Cosentino Francesco, 2010, Cittadella

Un Dio possibile. Cristianesimo, immaginazione e «morte di Dio»
Cosentino Francesco, 2009, Cittadella


Un prete per i preti. Don Tonino Bello
Cosentino Francesco, 2009, Tau